Thursday, April 03, 2003

Eccomi
di ritorno dalla miniera di Springfield, dove ho recuperato un altro pezzo della storia di Gilda. Fu proprio lei, lasciando il documento di cui dicevo - che ho nelle mie mani - a fornire un'informazione su un altro oggetto molto importante per la nostra storia; il suo baule. In esso, tutti i beni della vita di Gilda.
Ma torniamo al cane Pao.
Pao era un pastroe tedesco estremamente intelligente. Di lui non si sapeva molto. Jimbo si era fatto l'idea che fosse stato abbandonato da uno dei cercatori d'oro che se n'erano andati via qualche anno prima. Più probabile, forse, che Pao fosse figlio di qualche cane appartenuto ai cercatori. Magari, un cucciolo abbandonato proprio da loro.
La prima volta che lo vide, Jimbo lo chiamò Pao. Non sapeva perchè. Gli venne così. Vide che il cane lo seguiva, e così continuò a chiamarlo Pao. Voleva forse dire 'Ciao...' o chissà cos'altro...fatto sta che uscì 'Pao'.
E Pao fu.
Pao, cane randagio, era ben visto in paese e ogni volta che compariva riceveva cibo in qualunque luogo si fermasse. Si trattava di un animale amato per un motivo ben preciso; tre anni prima, quando Pao doveva avere al massimo 2 anni di età, si era trovato in mezzo alla strada subito prima del passaggio di una mandria di vacche. Un bambino, mentre litigava con la madre che lo voleva trattenere a se durante il passaggio della mandria, si era divincolato ed era fuggito di corsa, cadendo proprio in mezzo alla strada. Il bimbo aveva circa 5 anni, ed era caduto sbattendo la testa. Non che si fosse fatto molto male, però non si rialzò subito. Pao gli fu addosso in pochi secondi, lo prese per i pantaloni e lo trascinò sul ciglio della strada, trattenendolo perchè non si muovesse per lo spavento. La mandria passò. Fu così che Pao salvò Jerry Flanham, il più piccolo dei tre gemelli Flanham, figli del direttore dell'unico giornale venduto ad Hazard, Hazard.

Thursday, March 13, 2003

Qualcuno si chiederà come mai da giorni non continua la nostra storia. Ero rimasto al cane Pao. Mi scuso con voi lettori, ma in questi giorni sono stato molto impegnato nella ricerca di un documento su Gilda Ellison, documento che ho avuto solo ieri. Era importante che ne venissi in possesso, per potervi dimostrare quanto racconterò in questi giorni.

Wednesday, March 05, 2003

Il cane Pao

Tuesday, March 04, 2003

Pao
Parlarono per molte ore, e guardarono diverse foto tra quelle fatte negli anni addietro da Jimbo. I due sembravano conoscersi da sempre, e la confidenza divertita con cui si esprimevano su tutto avrebbe fatto dire a chiunque che erano una bella coppia.
Non si sanno spiegare queste cose, fatto sta che bastò un'ora per capire che Jeremias e Gilda si sentissero come già legati da un forte affetto. Si attraevano come fossero stati due diverse facce di una stessa medaglia, e per la prima volta, davvero, potessero incontrarsi. Non era così, come ho detto, perchè Jimbo aveva già visto molte volte Gilda nella strada centrale di Hazard. E certo Gilda doveva aver notato Jimbo, se ne era innamorata.
I due parlavano, si guardavano e comunicavamo come due innamorati sempre stati vicini.
Fu quasi dopo un'ora, nel silenzio della sala con i rumori di strada sullo sfondo, che Jeremias sentì un cane abbaiare sull'uscio.
Si alzò sorridendo e andò ad aprirgli la porta.
' Eccoti...mio caro amico...Gilda, ti presento Pao. Pao, Gilda' Poi, rivolto a Gilda: 'Pao è un mio vecchio amico..ci siamo incontrati anni fa di fronte al barbiere...lo incontro spesso...lui viene, sta un pò qui, poi scompare e torna. Se trova da mangiare bene..ma in genere viene solo per la compagnia....'. Pao si accoccolò ai piedi di Gilda e si addormentò in un minuto.

Friday, February 28, 2003

Gilda
Appena la vide, Jimbo le chiese; 'Cosa fai qui?'. Sapeva chi era, non si erano mai incontrati se non per strada, nel centro di Hazard. Non la frequentava in altro modo, come alcuni uomini del apese. Gilda disse solo; '...1..3...6...3...14...11...3..6...9...7...3..15...'. Jimbo non capì subito. Poi guardò sul tavolo, e sorrise. Erano numeri appuntati da lui sull'agenda di lavoro.
Quel numero erano le foto scattate ogni giorno da Jeremias, per lavoro o svago. Gilda aveva visto quel numero e sembrava, in quel momento, del tutto assorta nella ripetizione di quella serie interminabili di numeri. Non sbagliò una sola cifra, ricordava tutti quei numeri a memoria.
'Le ho contate tutte. Posso anche vederle, queste foto?' disse dopo qualche momento.
'Certo. Sediamoci qui' e le indicò il tavolo nel centro della sala a fianco dell'entrata.

Thursday, February 27, 2003

Zeiss Icon Contax I
Di quale macchina fotografica si fosse avvalso il nostro Jimbo, fino ai primi anni 30, non sappiamo. E' certo però che un giorno, doveva essere il 1933 o il 34, gli fu regalata una Zeiss Icon Contax I, che lui stesso fece fotografare a Marino Lestini, fotografo italoamericano di passaggio ad Hazard in quegli anni. Marino, grande sostenitore di chiunque amasse la fotografia, regalò a Jimbo questo gioiello che divenne per lui come un altro braccio. Si era arrangiato, fino a quel momento aggiustando vecchie macchine lasciate dai tecnici delle ferrovie (le usavano per documentare i progressi nella costruzione della strada ferrata, ma qualche volta le lasciavano ad Hazard credendole ormai inservibili). Ora aveva una macchina tuta sua, per di più quella macchina. Un vero capolavoro di teconolgia fotografica.



Fu proprio con questa macchina, appoggiata ad un cavalletto in legno di noce -che lui stesso si era costruito- che Jeremias scattò una foto ai genitori di Gary Baldi, seduti quel giorno di fronte al barbiere di Hazard.



Ma torniamo a Gilda Ellison.

Tuesday, February 25, 2003

Mh...
Il lettore attento noterà quanto non si sia minimamente sfiorato, nel precedente paragrafo, qualcosa che avesse a che fare con una macchina fotografica. Benchè questo fosse il titolo del paragrafo, e pur avendo solo introdotto quanto si stava dicendo sul laboratorio di fotografia che Jeremias voleva realizzare, si è poi parlato di Gilda Ellison. Non ho ancora detto tutto sulla signora. Dedicherò ora questa breve pausa alla macchina fotografica del nostro Jimbo, per poi tornare alla strana storia di Gilda.
La macchina fotografica
La mattina dell'undicesimo giorno dopo la morte dei genitori, Jimbo decise che la vita doveva ripartire. Si alzò di buon ora, si vestì elegante e uscì. Si dirigeva vero la baracca del vecchio Remington, l'ex falegname del paese che gli prestava quella vecchia stanza perchè lui potesse, almeno, cominciare a progettare un negozio di fotografia tutto suo. Giunse alla baracca, vi entrò, e notò subito qualcosa di strano. C'era una donna, una donna molto appariscente, seduta sulla sedia a dondolo che Remington aveva lasciato nella baracca, prima di portare via tutto il resto. La signora seduta era Gilda Ellison; inutile girarci intorno, si trattava dell'unica prostituta del paese. Per quella donna tanto erano attenti gli sguardi degli uomini quanto ricche le voci e le maldicenze sul suo conto. Non parliamo poi del reverendo Krueger, unico religioso del paese, quinta generazione di militari prussiani; non perdeva occasione per infilare in qualunque predica una parola, una mezza frase, a volte perfino uno sguardo, con cui criticare la non più giovanissima Gilda. Gilda Ellis, trentunenne di facili costumi, e una bellezza che ad Hazard non si era mai vista (nè mai sarebbe stato così facile trovare una persona dal portamento così regale) aveva una particolarità, di cui nessuno era al corrente. Ricordava lunghissime serie di numeri. Non che questo fosse molto interessante..ma utile sì, poteva esserlo. Inoltre era dotata di un senso dell'umorismo fuori dal comune, e di un fascino che il paese intero, sommando le singole dosi di fascino di ogni singolo abitante, avrebbe nella sua interezza appena sfiorato. Era una persona intelligente e colta. Molti, quasi tutto il paese per dire il vero, si chiedevano come mai si prostituisse.
C'è dell'altro. Gilda si era innamorata di Jimbo Kleber.